Questa è la favola di un Anello, di una Maga, di una Persona, di un omino piccolo piccolo e come tutte le favole è frutto di pura fantasia
C’era una volta un Anello, chiamato Anello delle Stelle, che passava di mano in mano o meglio, di dito in dito portando la speranza a chi avesse avuto la fortuna di indossarlo. Questo Anello era stato creato nell’antro di una Maga che lo portava sempre con se perché avverava i desideri. Ironia della sorte, la Maga si accorse della sua vanità, in quanto tramite la magia ella poteva ottenere tutto ciò che voleva quindi l’Anello era solo una passeggera vanità femminile, peraltro perdonabile
Seppur riluttante, ben conoscendo la cupidigia e la poca bontà d’animo degli uomini di quel tempo, in una fredda notte senza luna la Maga prese il volo e decise di lasciar cadere l’anello sopra una città a caso, nel buio più completo ma legandolo a una specie di vincolo magico: chiunque lo avesse trovato, se animato da buoni sentimenti avrebbe ricevuto in cambio la speranza per il futuro radioso
E così fu
L’Anello ebbe innumerevoli proprietari e fu sempre trasmesso a persone animate dal bene: chiunque lo trovasse riceveva in cambio la speranza di una vita migliore e questa speranza si tramutava in realtà. Ma questo Anello nascondeva un grande segreto, un segreto profondo che lo legava comunque e indissolubilmente alla sua magica creatrice ma nessuno degli esseri umani che lo indossarono nei secoli poté mai accorgersi di questo etereo legame
In una tempestosa sera invernale, molto simile alla notte nella quale l’anello cadde sulla terra dei mortali, una Persona vide l’Anello brillare nel mezzo di una tempesta di neve: era luminoso, emanava una calda luce estiva e calzava perfettamente il suo anulare sinistro. La Persona fu molto esitante, pensò che l’Anello era troppo prezioso per essere stato così scioccamente smarrito e cercò un eventuale proprietario. Passava il tempo, ma nessuno reclamava la proprietà dell’Anello quindi la Persona iniziò a beneficiare dei suoi effetti positivi, vedendo la propria vita volgere improvvisamente al meglio e alla felicità
Un giorno la Persona dovette incontrare per affari un omino piccolo piccolo che aveva una piccola vita, piccoli pensieri perché aveva piccolo cervello e piccole speranze. Per sentirsi grande l’omino piccolo piccolo frequentava locali sfarzosi della Grande Città, dove incontrava omini piccoli come lui che, grazie alla loro scellerata unione, diventavano giganti. Tornò l’ennesimo inverno e purtroppo la Persona dovette accogliere l’omino piccolo piccolo in casa propria per concludere quell’affare iniziato tempo prima: fu in quel momento che l‘omino piccolo piccolo vide l’anello su un tavolo e ammaliato dalla sua bellezza lo rubò. La Persona ovviamente non si rassegnò a questa enorme perdita, però intuiva che per tornare in possesso dell’Anello avrebbe dovuto diventare meschino e ladro a sua volta. La Persona aveva inoltre scoperto il segreto, aveva intuito il sottile e invisibile legame tra l’Anello e la sua creatrice: l’Anello che portava speranza, nutriva speranze a sua volta, era vivo e cercava un mondo migliore per la propria, eterna esistenza
L’omino piccolo piccolo come era nella sua natura, non capì la vera grande essenza di ciò che aveva rubato tanto vigliaccamente, limitandosi a esibire il gioiello quando si recava nella Grande Città. Del resto tutta la sua vita era piccola come lui e questo ebbe come conseguenza quella di rimpicciolire anche le segrete speranze dell’Anello, del quale si persero per sempre le tracce. Si racconta che l’omino piccolo piccolo proseguì la sua piccola esistenza senza trarre giovamento alcuno dall’Anello che anzi, dopo essere stato esibito ovunque, fu tenuto nascosto al buio per paura che un altro omino altrettanto piccolo e meschino potesse rubarlo
Nonostante questo, alla Persona qualcosa di buono è rimasto nell’animo, infatti tutti gli inverni cerca la speranza nella tempesta di neve e la chiama Primavera
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